lunedì, 03 marzo 2008

QUANDO LA FACCIA SOMIGLIA AL SEDERE

Tommaso Barbato, l’uomo dello sputo in Senato, lascia l’UDEUR.
«Dopo quindici anni
di impegno intenso e vero nel partito di Clemente Mastella, durante i quali non mi sono
mai risparmiato in Campania, per la mia gente, e, da ultimo, nell'aula parlamentare
del Senato, giungo alla dolorosa decisione di lasciare il partito. Un partito nel quale
ho dato fino ad oggi il massimo di lealtà e per il quale non mi sono mai tirato indietro,
anche nei momenti più difficili».

 «Lascio dopo una sofferta ma ponderata decisione: avrei potuto farlo prima, lo faccio,
invece, soltanto oggi, constatando l'assoluta mancanza di un progetto politico valido
per affrontare con chiarezza e coerenza l'imminente tornata elettorale e i futuri scenari
politici. Lascio, perché, da uomo semplice, ho vissuto e vivo con sofferenza la mancanza
di un disegno politico organico in grado di dedicarsi prima di tutto al bene del Paese e
poi a logiche di schieramento». E ancora: «Lascio, infine, perché questo Udeur non é
più casa mia».

Questo santo di onestà e lealtà confluirà nel Mpa di Raffaele Lombardo.

 Sembra prossimo all'addio anche Mauro Fabris, ex capogruppo dei deputati dell’UDEUR.
Già uscito dal partito, invece, il vicesegretario Antonio Satta .

Tutta gente onesta che ha nell’olfatto il migliore dei cinque sensi e che ha fiutato per
tempo l’olezzo del cadavere di Mastella ( chi la fa l’aspetti). Forse non valeva la pena
citare questi signori, ma sono un campione rappresentativo del cattivo agire in funzione
del proprio egoistico tornaconto, a tutto danno di quei poveri ingenui che continuano
a presentarsi responsabilmente alle urne.

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sabato, 23 febbraio 2008

ALLA RICERCA DEI CANDIDATI: LA RICERCATRICE

 madia

Marianna Madia,ventisettenne, romana, impegnata nel volontariato e ricercatrice dell'Arel, è la capolista del Pd nella circoscrizione Lazio 1, presentata dal segretario del partito, Walter Veltroni. Carina, solare, emana simpatia e non può non ricevere consenso. Ma deve avere anche un grande potenziale politico se Veltroni l’ha voluta capolista nel Lazio.

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Aida Yespica, venezuelana, professione modella, associata negli ultimi giorni come candidata del Popolo delle Libertà. Con Berlusconi la modella “andrebbe su un’isola deserta”. Ma per fortuna ha ribadito “Non mi candido perché non sono cittadina italiana, non parlo bene l'italiano e in più di politica ne so ben poco». Ma poi “Se proprio dovessi scegliere, mi candiderei per Veltroni”.

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Angela Sozio, la rossa del "Grande Fratello 3" rimbalzata agli onori della cronaca politica, nell'aprile dello scorso anno, dopo le sue foto mano nella mano con Berlusconi a Villa Certosa. Indiscrezioni o suggestioni la danno in queste ultime ore candidata nel Popolo delle Libertà. Forse è solamente uno scherzo, ma non va sottovalutato che un’ipotesi del genere sia circolata su alcuni giornali.

noventa

Katia Noventa, valletta di Fiorello al Karaoke, data per candidata nelle fila del Popolo delle Libertà,tanto che lo stesso presentatore ha così commentato”Ora sì che vedo un futuro per il Paese”.

Insomma è stato ventilato da tutte le angolazioni che in politica ci vogliono più presenze femminili e i partiti si danno da fare. Donne, giovani, forse capaci, ma soprattutto gnocche.

 

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martedì, 12 febbraio 2008

ANCHE IO CORRO DA SOLO

ferrara

Lista-pro life o semplicemente footing ?

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venerdì, 08 febbraio 2008

AL VOTO CON SCARPETTE CHIODATE

Ho tirato fuori dall’armadio le mie vecchie scarpe running. A votare vado da solo e senza l’auto. Non voglio condizionamenti, desidero meditare in solitudine. In effetti, se mi danno quattro o cinque schede tra elezioni comunali, provinciali regionali e nazionali, è giusto che mi prenda il mio tempo senza fare confusione. Lo dirò per tempo a Nathalie per darle la possibilità di organizzare i suoi mille impegni, di solidarietà e non solo. Oggi è andata allo zoo per aiutare il guardiano che ha avuto una crisi di appendi-cite e non sa più come stendere le scimmie ad asciugare dopo il bagno. Glielo dirò a tempo debito, basterà sottrarlo da tutto quello che abbiamo a credito. Al voto con me non ci voglio nessuno. Bene ha fatto Veltroni a correre da solo alle elezioni di Aprile. Perdere sicuramente in cattiva compagnia o perdere in solitudine che differenza fa! Per lo meno è riuscito a mettere in allarme il cavaliere, tentato anche lui dalla eccitante avventura alla Robinson. Ma la sua età non lo permette e così, pare, si farà accompagnare sotto la stessa bandiera da Fini, con la stizza di Bossi e Casini. Del resto Silvio prende cantonate a ripetizione, pur senza l’impegno del dopo scuola. Il cavaliere errante, come lo definisce Nathalie, sia che sbagli le vocali quando usa i suoi tanti cavilli della scuderia di Arcore, sia quando si avventura in aforismi dal sapore antico. Ancora bravo Veltroni a voler correre da solo. Dove non c’è riuscito il Parlamento ad eliminare i mille partitini di destra e di sinistra, forse ci riesce lui con un paio di scarpette chiodate e una corsetta in solitudine.

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venerdì, 01 giugno 2007

ELEZIONI AMMINISTRATIVE
LE RAGIONI DELLA SCONFITTA DELLA SINISTRA

I risultati delle consultazioni amministrative non sempre sono correlate con l’operato del governo in corso. Basta ricordare le volte che Berlusconi è stato sconfitto in periferia nel corso del suo governo. Nelle ultime elezioni, al contrario, ha influito pesantemente il giudizio sul governo, lasciando un  interrogativo sulle possibilità che questo esecutivo possa continuare a governare.
Indubbiamente l’azione del governo sembra aver fallito su tutte quelle tematiche care agli elettori, come la sicurezza, il problema degli immigrati, il fisco, il lavoro, dando la priorità ad argomenti come l’indulto piuttosto che al conflitto di interessi, ancora una volta angosciato dalla paura di affrontarlo in maniera decisa. Ci si è intestarditi nello scontro su DICO, gay, temi minoritari anche se hanno la loro importanza, dando l’impressione che fossero i problemi più rilevanti che il paese dovesse affrontare. Non passava giorno che i rappresentanti della sinistra estrema, non si facessero vedere alle manifestazioni di gay e trans. Un’esagerazione, come se all’improvviso il mondo si sia scoperto a maggioranza omosessuale. Vivaddio, mai vista una manifestazione per l’orgoglio eterosessuale! Sul problema della famiglia la distanza con l’elettorato si è dimostrata enorme e si sa quanto incida in Italia l’elettorato cattolico. Nelle ultime consultazioni problemi di sicurezza, immigrati, lavoro, sono stati affrontati con più incisività dal centro destra, specie dalla Lega che ha capito più degli altri la crisi di relazione tra il Nord e lo Stato Nazionale.
Prendiamo la battaglia per la sicurezza. Le classi sociali più deboli, quelle che vivono nelle periferie, sono quelle che sentono maggiormente l’esigenza di protezione. E anche se occorre farsi carico di certe emergenze, le risposte di Lega e FI sono state più convincenti.E’ vero che la sconfitta del centro sinistra è stata schiacciante nelle regioni settentrionali, ma è proprio qui che si trovano la maggior parte di artigiani, piccoli imprenditori, che non hanno ottenuto risposte positive sulla diminuzione della pressione fiscale. Anche il ceto medio si è sentito lontano dalle posizioni del governo, specie quelle famiglie con redditi vicino ai 40 mila euro, che sono state considerate ricche.
Il ceto medio del nord, ha sempre puntato sul lavoro con una mentalità liberista e il centro sinistra dovrebbe tenere conto di più di questa esigenza.Il governo non è stato in grado di percepire che la classe operaia non è più quella del secolo scorso e, anche quando non riesce ad arrivare a fine mese con quello che guadagna, spesso non riconosce più l’appartenenza alle sue radici. Oggi è scomparso lo zoccolo duro. L’elettorato è mobile e si sposta in conseguenza delle risposte che ottiene. E’ ovvio che questo elettorato non ha ottenuto dal governo le risposte che si aspettava. Un’ultima considerazione va alla comunicazione, dove l’esecutivo ha dimostrato grande manchevolezza, in particolare nella presentazione della Finanziaria. Oggi più che ieri, bisogna saper comunicare, motivare, perché le riforme impopolari ma necessarie, vanno spiegate con un grosso lavoro di educazione. Chi va al voto si esprime per quello che ha percepito.

 

 

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sabato, 02 dicembre 2006

IL CARNEVALE DI ROMA

carnevale di roma

Io e Nathalie ci siamo presentati al pulman della CdL con due bandiere della UDC per andare a Roma alla manifestazione . Ci hanno detto che ne avevano fatte approntare 1500. Troppe, tanto che avevano dovuto affidarle a squadre di extracomunitari per esporle alla manifestazione. Siamo rimasti un po’ male, in verità. Abbiamo deciso, così, di vedere la manifestazione in televisione. Berlusconi è apparso in gran forma, davanti a un milione di manifestanti, forse due milioni, qualcuno azzarda cento milioni. Un ritmo d’inflazione spaventoso. Berlusconi ha abbracciato tutti gli italiani che amano la libertà e pieni di voglia di vivere. Evidentemente ha escluso quelli che rifiutano la libertà e che non hanno alcun desiderio di stare al mondo. Vuole tornare al Governo, Berlusconi, per finire il lavoro fatto in cinque anni. Se si sia riferito al casino che ha combinato, allora non c’è bisogno che ritorni lui. Ci sta pensando il Governo attuale e, forse, con più fantasia. Quel Governo che, insiste Berlusconi, affonda le sue radici nella perversa ideologia comunista. Del resto il comunismo è il nemico su cui ha impostato la sua politica come gli hanno suggerito gli esperti americani. Comunque è stato un bel carnevale con simpatici carri allegorici. Quello di Prodi in versione Pinocchio, il cocchio con  due asini con Padoa Schioppa e Fassino e la caricatura di D’Alema in tenuta da barca. Insomma una grande festa che ha fatto dire a Bondi : “ E’ la più grande manifestazione del dopoguerra” .

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martedì, 17 ottobre 2006

POLITICI E CANONE TV

 Il neo- Premier svedese Fredrik Reinfeldt è nei guai per la moria dei suoi ministri, rei di infrazioni gravi per il paese scandinavo. Il ministro del Commercio Maria Borelius ha lasciato l’incarico per non aver pagato i contributi alla colf. Il ministro della Cultura Cecilia Stego Chilo ha annunciato le dimissioni perchè per anni non ha onorato il canone TV e non ha riconosciuto i contributi alla donna di servizio. Anche il ministro per l’Immigrazione ha ammesso di non aver compilato i bollettini della televisione. Insomma, una catastrofe della morale per l’immacolata Svezia. Infrazioni inaccettabili come lo stesso ministro della Cultura ha dichiarato. E se continuiamo ad indagare, qualcuno che ha rubato la marmellata, sicuramente lo troviamo. Caro Premier, bisogna correre ai ripari e raccattare qualche sostituto che paghi la TV. Certo che per tirarsi un pò su il morale, uno sguardo oltre il confine, magari fino a raggiungere il bordo del nostro Parlamento, potrebbe lanciarlo e farsi leggere la fedina penale di alcuni nostri onorevoli. Non servirebbe a molto, ma almeno una motivazione per continuare nonostante tutto. Per i nostri politicanti, invece una vacanza studio in Svezia non sarebbe da scartare. Una specie di Erasmus di massa a beneficio delle future amministrazioni, unendo, perchè no, l’utero al dilettevole.

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lunedì, 16 ottobre 2006

BONDI : DIGIUNO PER LA LIBERTA’

BONDI

Bondi è un simpaticone e mi dispiace un pò che abbia deciso di fare lo sciopero della fame. E non è nemmeno ridotto sul lastrico, visto che non è dipendente Mediaset. Ha deciso di digiunare per la libertà minacciata dal potere della sinistra. Contro la debolezza del governo attuale che può trasformarsi in regime politico. Lo fa col cuore questo sciopero e spera che apra un varco anche nel cuore di politici e persone comuni. Auguri allora Bondi, se è così, vai fino in fondo.
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lunedì, 16 ottobre 2006

LO SFOGO DI PRODI

 PRODIb

Negli anni della sua presidenza Berlusconi aveva il vizietto di sfogarsi con i giornali stranieri per l’astio e la cattiveria che dimostravano nei suoi confronti i suoi avversari politici . E lì, tutti a prendersela con lui che faceva male all’Italia andando a denigrarla all’estero. Evidentemente il virus della berlusconite è stato trasmesso anche all’attuale primo ministro che è andato a piangere in Spagna sulla spalla del giornalista di El Paìs a proposito della vicenda Telecom, accusando i giornali italiani che non hanno informato correttamente, non riportando mai che , anche lui è stato spiato. Ma, con tutte le possibilità che ha di lamentarsi, doveva proprio andare all’estero per esternare il suo cruccio? E il fatto che lui non sapesse niente della relazione di Angelo Rovati, avrà convinto la stampa spagnola? Di certo il cronista del Paìs sarà rimasto più interessato alla metafora con cui ha concluso       Prodi : < Lei lo sa come si fa la mozzarella? Si gira con pazienza e si forma una matassa. Diciamo che io sto facendo una mozzarella. Se non riescono a cacciarmi via alla fine il  Paese capirà le mie ragioni.   E non possono cacciarmi perchè non saprebbero che cosa   fare >. Diamine ,sì che lo sappiamo! Faremo latticini.

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domenica, 04 giugno 2006

PARTITO DEMOCRATICO

 Progetto o esercizio teorico    

Qualche settimana prima delle elezioni politiche il dialogo sul Partito Democratico si è interrotto e tutto rimandato al dopo. Un pò perchè era d’obbligo e, in buona parte, perchè si voleva vedere come sarebbero usciti dalle elezioni i due partiti, Margherita e DS, promotori di questa nuova creatura. E’ passato troppo poco tempo dal voto ed è realisticamente presto per dire se non se ne farà più niente o se, in questo momento, le priorità del Governo non consentono distrazioni di questo tipo. E’ anche vero,però, che Fassino si è proposto per guidare la gestazione del progetto. Un obiettivo molto difficile da agguantare. La trasformazione di uno o più partiti non è una cosa che può essere imposta dall’alto, ma va discussa in un congresso che deve svilupparsi democraticamente, senza il solo sterile compito di ratificare decisioni già prese dall’alto. Non è impegno facile, per coloro che si cimenteranno, quello di far coniugare la tradizione socialista dei DS con quella cattolica della Margherita, il superamento del  contrasto delle memorie politico-culturali che dovrebbero confluire nel nuovo partito. Non è quantificabile in termini di voti, l’avvio di un partito che conglobi le due esistenti. Ma è certo che una conseguenza logica è il recupero di fiumi di elettori indecisi e preoccupati per le spinte delle scelte politiche verso le periferie più estreme. Per essere più espliciti, i governi, in Italia, hanno bisogno dei voti del centro. Questo lo hanno capito anche nel centro destra se, il governatore della Lombardia Formigoni si è candidato al senato, convinto di poter ereditare domani gli elettori di Berlusconi, non certamente con la bandiera di Forza Italia, ma con un partito democratico europeo. Nel frattempo Berlusconi dimostra di non sottovalutare la creazione di un partito unico di destra, pur coscente delle resistenze di UDC e LEGA. Rischia, quindi,di prospettarsi una corsa a chi arriverà prima, nel tentativo di recuperare il consenso degli indecisi. Tornando al Partito Democratico della sinistra, la missione del nuovo partito, dovrebbe essere di ampio respiro europeo, moderno, in maniera da contribuire a fare dell’Italia un paese civile. Un paese in cui funzioni il mercato, la concorrenza, la lotta all’illegalità, alle rendite troppo alte, agli abusi di ogni genere. Un paese dove ci siano diritti, ma anche doveri, dove venga favorita la crescita, premiando le iniziative migliori e aiutando i capaci e i meritevoli.Un paese in cui non si dimentichi la laicità dello Stato con ciò che racchiude in sè in tema di diritti, dignità, libertà.Un paese dove si eviti finalmente di tirar fuori dagli armadi gli ex DC, ex PCI, ex PSI . Il mondo cambia e gli uomini sono obbligati a farlo per adeguarsi e sopravvivere. Ciò richiede progetti lungimiranti, idee forti, programmi chiari, se necessario uomini nuovi. E, chissà che in seguito, più a sinistra, non possano nascere prospettive di unificazione dei partiti di Bertinotti e Diliberto in un’unica formazione. Non serve essere più comunisti di altri. Una prospettiva futuribile che potrebbe finalmente porre le basi per una reale situazione di alternanze alla guida del paese.

 

  Qualcuno non sarà d’accordo, ma se volete, il dibattito è aperto.

 

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