venerdì, 30 gennaio 2009
CAMERE A GAS:Ci avevano imbrogliato

SERVIVANO SOLO PER DISINFETTARE

Auschwitz Nella mia memoria ed educazione, le camere a gas della seconda guerra mondiale erano collegate solo all’eccidio di milioni di persone e mai nessuno aveva obiettato che queste persone fossero entrate, seppure di malavoglia, in quelle celle per essere disinfettate e non per lasciarci la vita. Ci voleva un sacerdote, don Floriano Abrahamowicz, capo della comunità lefebvriani del Nordest, a darci ragguagli e correggere un errore sulle verità della storia dei tragici eventi dei campi di sterminio degli ebrei. “Le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no” e, comunque, le vittime della Shoah non sono sei milioni ma non superano "i 200-300 mila”. La precisazione di don Abrahamowicz viene subito dopo le affermazioni negazioniste del vescovo britannico Richard Williamson consacrato senza mandato pontificio dall’arcivescovo Marcel Lefebvre, scomunicato da papa Giovanni Paolo II e recentemente reintegrato da papa Benedetto XVI. Non è la prima volta che leggiamo che l’olocausto è un’invenzione della propaganda sionista e che le camere a gas non avevano lo scopo di uccidere, ma certe affermazioni, al di là dei numeri che non cambiano l’essenza del genocidio, pronunciate da persone che dovrebbero avere cura degli uomini e delle anime, sono di una gravità straordinaria. Ho visitato Aushwitz insieme a Shlomo Venezia, un sopravvissuto che faceva parte dei Sonderkommandos , deportati obbligati a collaborare con le autorità all’interno dei campi, specie per le operazioni di rimozione dei corpi delle camere a gas e della successiva cremazione. Ebbene lui non sarebbe certamente d’accordo con don Floriano Abrahamovicz e con le sue tesi.

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categoria:cronaca
sabato, 24 gennaio 2009

VERONICA LARIO : «L'Italia impari da Obama»

LA MOGLIE DEL PREMIER « Mio marito al governo per altri 10 anni»

lario

In un’intervista a La Stampa la first lady, colpita dalla figura di Barack Obama, sostiene che la politica americana dovrebbe essere di ispirazione per l’Italia. «Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, incarna anche fisicamente la speranza americana: bell'uomo, giovane, sano con una splendida famiglia». Vuoi mettere, da noi abbiamo Veltroni che non è un granchè, non è giovane, con gli occhialini, speriamo sia almeno sano. Non è neanche abbronzato, direbbe Silvio. La signora Berlusconi apprezza la collaborazione tra Obama e McCain, lo sconfitto, altro che Italia dove centrodestra e centrosinistra «restano invischiati nel gioco dell'uno contro l'altro, senza pensare all'interesse comune». Forse qui Veronica dimentica che il pensare solo ai propri interessi non è una prerogativa di tutti gli italiani ma solo di un numero ristretto di potenti. E Silvio ne sa qualcosa! Veronica trascura i numerosi processi in cui è coinvolto il suo consorte, a differenza di Obama. Su una cosa la first lady ha sacrosanta ragione: «un'opposizione forte potrebbe costringere il governo a misurarsi su un livello di confronto politico più alto. Non c'entra essere di destra o di sinistra. Invece la maggioranza pensa a sfruttare il fatto di avere un avversario debole, a non elevare la coscienza collettiva ». In ogni caso, aggiunge la Lario, «mio marito governerà altri dieci anni». Che la salute l’accompagni, allora!

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categoria:politica
giovedì, 22 gennaio 2009

VIGILANZA RAI-SCONSOLANTE TELENOVELA

faccia da..

Renato Schifani, e  Gianfranco Fini  preso atto che non è stata trovata una soluzione politica alla vicenda che tiene in stallo il lavoro della Commissione di vigilanza RAI e, dopo aver  ottenuto il via libera dalle Giunte per il Regolamento di Camera e Senato, hanno inviato le lettere di revoca a tutti i componenti della commissione Vigilanza Rai, compreso il presidente Riccardo Villari. Successivamente Fini e Schifani provvederanno alla nomina dei nuovi membri.  La vicenda si avvierebbe così all’epilogo, anche se Riccardo Villari non esclude di presentare  ricorso. La Commissione di Vigilanza RAI  è una commissione parlamentare bicamerale che ha lo scopo di sorvegliare l’attività del servizio pubblico televisivo e radiofonico che prevede nella posizione di presidente un parlamentare designato dall’opposizione, proprio a maggiore tutela della libertà di informazione.  La storia inizia dopo la vittoria del centro destra alle ultime elezioni politiche con la candidatura ,da parte dell’opposizione, di  Leoluca Orlando dell’IdV alla carica di Presidente. Ma Orlando, politico esperto e anche di un certo spessore, sfortunatamente per lui, aveva dichiarato in una precedente intervista  che il governo Berlusconi gli ricordava le dittature sudamericane. Naturalmente  uno che parla in questi termini della maggioranza che andrà a controllare, non poteva stare bene. Quindi  niente da fare e veto da parte del Governo. Ingenuamente  però Veltroni e gli pseudo alleati dell’IdV  si intestardiscono sul nome di Orlando con il risultato che, con un bliz della maggioranza, viene eletto Riccardo Villari, parlamentare del Partito Democratico. Evidentemente  lo smacco non può essere accettato dall’opposizione che invita il suo parlamentare a dare le dimissioni. Riccardo Villari, medico napoletano, docente universitario, sconosciuto ai più, non ne vuol sapere, ha un obbligo da rispettare e lo vuol portare avanti. Nonostante un accordo trovato nei giorni successivi tra maggioranza e opposizione sul nome di Sergio Zavoli, salta fuori l’encomiabile senso del dovere dell’ineffabile senatore, ex DC, ex UDEUR , che l’amico Mastella aveva definito abile ma sfaticato. Villari tiene duro deciso a mantenere il ruolo di presidente che gli è stato affidato “col voto di parlamentari che hanno svolto legittimamente la loro funzione”. Forzatamente viene espulso dal PD e a nulla servono gli inviti a dimettersi dei presidenti della Camera e del Senato. Nel frattempo il lavoro della Commissione risulta bloccato, mentre 37 dei  40 membri , in polemica con la posizione del presidente, si dimettono. Finalmente l’epilogo con una soluzione tardiva e, non certamente politica, che appare peggiore del male.

 

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categoria:politica