domenica, 11 giugno 2006

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ENCEFALO IN MANUTENZIONE

 

postato da: tintero alle ore 11:48 | Permalink | commenti (20)
categoria:varie
domenica, 04 giugno 2006

PARTITO DEMOCRATICO

 Progetto o esercizio teorico    

Qualche settimana prima delle elezioni politiche il dialogo sul Partito Democratico si è interrotto e tutto rimandato al dopo. Un pò perchè era d’obbligo e, in buona parte, perchè si voleva vedere come sarebbero usciti dalle elezioni i due partiti, Margherita e DS, promotori di questa nuova creatura. E’ passato troppo poco tempo dal voto ed è realisticamente presto per dire se non se ne farà più niente o se, in questo momento, le priorità del Governo non consentono distrazioni di questo tipo. E’ anche vero,però, che Fassino si è proposto per guidare la gestazione del progetto. Un obiettivo molto difficile da agguantare. La trasformazione di uno o più partiti non è una cosa che può essere imposta dall’alto, ma va discussa in un congresso che deve svilupparsi democraticamente, senza il solo sterile compito di ratificare decisioni già prese dall’alto. Non è impegno facile, per coloro che si cimenteranno, quello di far coniugare la tradizione socialista dei DS con quella cattolica della Margherita, il superamento del  contrasto delle memorie politico-culturali che dovrebbero confluire nel nuovo partito. Non è quantificabile in termini di voti, l’avvio di un partito che conglobi le due esistenti. Ma è certo che una conseguenza logica è il recupero di fiumi di elettori indecisi e preoccupati per le spinte delle scelte politiche verso le periferie più estreme. Per essere più espliciti, i governi, in Italia, hanno bisogno dei voti del centro. Questo lo hanno capito anche nel centro destra se, il governatore della Lombardia Formigoni si è candidato al senato, convinto di poter ereditare domani gli elettori di Berlusconi, non certamente con la bandiera di Forza Italia, ma con un partito democratico europeo. Nel frattempo Berlusconi dimostra di non sottovalutare la creazione di un partito unico di destra, pur coscente delle resistenze di UDC e LEGA. Rischia, quindi,di prospettarsi una corsa a chi arriverà prima, nel tentativo di recuperare il consenso degli indecisi. Tornando al Partito Democratico della sinistra, la missione del nuovo partito, dovrebbe essere di ampio respiro europeo, moderno, in maniera da contribuire a fare dell’Italia un paese civile. Un paese in cui funzioni il mercato, la concorrenza, la lotta all’illegalità, alle rendite troppo alte, agli abusi di ogni genere. Un paese dove ci siano diritti, ma anche doveri, dove venga favorita la crescita, premiando le iniziative migliori e aiutando i capaci e i meritevoli.Un paese in cui non si dimentichi la laicità dello Stato con ciò che racchiude in sè in tema di diritti, dignità, libertà.Un paese dove si eviti finalmente di tirar fuori dagli armadi gli ex DC, ex PCI, ex PSI . Il mondo cambia e gli uomini sono obbligati a farlo per adeguarsi e sopravvivere. Ciò richiede progetti lungimiranti, idee forti, programmi chiari, se necessario uomini nuovi. E, chissà che in seguito, più a sinistra, non possano nascere prospettive di unificazione dei partiti di Bertinotti e Diliberto in un’unica formazione. Non serve essere più comunisti di altri. Una prospettiva futuribile che potrebbe finalmente porre le basi per una reale situazione di alternanze alla guida del paese.

 

  Qualcuno non sarà d’accordo, ma se volete, il dibattito è aperto.

 

postato da: tintero alle ore 11:42 | Permalink | commenti (14)
categoria:politica