mercoledì, 11 novembre 2009
ALLEANZA X L'ITALIA

UDC 2
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categoria:politica
martedì, 10 novembre 2009
minzolini

IMMUNITA’ PARLAMENTARE

IL TRIBUNO MINZOLINI DI NUOVO ALL’ATTACCO

      

Ci risiamo. Di nuovo un editoriale del direttore Augusto Minzolini nel TG1 delle 20 sull’abolizione dell’immunità parlamentare. Tangentopoli e Mani Pulitehanno cancellato l’immunità della Costituzione. Questa operazione mediatica si è trasformata in un atto di sottomissione alla magistratura. Da allora i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono addirittura partiti fondati dai magistrati, mentre il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere la riforma della giustizia….” Minzolini è un giornalista della RAI per la quale gli italiani pagano il canone e si aspettano le notizie. Gli editoriali, sono in realtà una parte molto importante di un giornale. Di norma approfondiscono un argomento, analizzano pro e contro di un problema, lasciano al lettore la possibilità di concordare o dissentire dall’autore dell’articolo. Minzolini non approfondisce un fatto importante del momento, lui sale in cattedra, non commenta, non propone alternative, proclama come un tribuno e all’ignaro ascoltatore non rimane che la ingannatrice consapevolezza che quello che ha ascoltato è la pura verità. Minzolini ancora una volta si propone con le parole del Premier che ha instaurato un altro balcone da cui rilanciare il suo pensiero. Altri ne verranno. Sono in cantiere programmi alla “ Santoro”, preparati per il devoto Maurizio Belpietro e per il beniamino della Lega Gianluigi Paragone, ex conduttore di Malpensa Italia, un inconcludente programma nordista,oltreché di scarso successo. Berlusconi ha ormai le mani sulla Nazione, la sua politica di requisizione di ogni posizione strategica prosegue imperterrita, mentre all’opposizione continua l’autolesionistico gioco della divisione e della fuga verso nuovi partiti o i più disparati gruppi parlamentari. C’è da augurarsi che la Commissione di Vigilanza RAI, almeno questa,volta eserciti il proprio ruolo di garanzia a tutela dei diritti dei cittadini che non hanno bisogno di inutili propagande.

                                                                                                                                                                                                                
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categoria:politica
lunedì, 19 ottobre 2009
     QUANDO  IL GIORNALISTA RISPONDE AL PADRONE

calzini_azzurri

“Sono un giornalista Mediaset, non condivido quello che scrivo, sento ribrezzo per me stesso, ma mi dicono di  farlo e io lo faccio, c’ho famiglia! “. E’ probabilmente questo che molti giornalisti dell’esercito di Berlusconi si ripetono ogni giorno per giustificare il loro comportamento vergognoso.  “ Via di qua dove vado, se ora anche Rai è controllata dal Silvio? “ L’ultimo atto di questo scenario è un servizio  ( se vogliamo chiamarlo così ) mandato in onda giovedì scorso da Mattino 5 sul giudice Mesiano, colui che ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro per l’annullamento del lodo Mondadori.

Le telecamere di Mediaset, hanno seguito il magistrato lungo un percorso che molti di noi fanno di solito ma senza spioni al seguito. Dal barbiere, passeggiando su e giù per un marciapiede, qualche minuto di relax su una panchina di un giardino mentre aspira una sigaretta. Ma lo scandalo del servizio, non è tanto l’intollerabile intromissione nella vita privata, cosa sbandierata ripetutamente a sua difesa dal Premier, ma l’obiettivo subdolo di denigrare e di far apparire “stravagante”, quindi inadeguata, la persona che ha avuto l’ardire di condannare Berlusconi per una vicenda che aveva visto prevalere Fininvest su Cir nel lontano1990.

Mentre le immagini riprendono il giudice Mesiano, in attesa del suo turno dal barbiere, la giornalista ricorda “ le sue stravaganze alle quali siamo ormai abituati” ironizzando sul fatto che l’uomo continui a fare avanti e indietro, con impazienza, non riuscendo a stare fermo aspirando la sigaretta e poi ancora avanti e indietro. Insomma se non è matto, è alquanto bislacco. Seguiamo ancora il giudice nella sua passeggiata per le vie di Milano e, prima che la spiata abbia fine, il giudice, seduto sulla panchina, regala alla cronista “ un’altra stranezza, perché con camicia, mocassino bianco, pantalone blu, il poveretto mostra calzino turchese, di quelli che non è proprio il caso di sfoggiare in tribunale”. Il quadro è completo, l’uomo può ritenersi screditato se non distrutto. La gente ora sa chi è il magistrato che ha condannato Silvio Berlusconi  e subito dopo promosso dal  CSM. Questo è l’ultimo, deprecabile esempio dell’uso criminoso che il Premier fa della sua potenza mediatica e dei suoi cannonieri ormai scatenati su giornali e TV, pronti a distruggere ogni nemico del cavaliere buono e giusto che gli italiani si ritrovano a capo del Governo.

 Non ci rimane che aspettare tempi migliori, stare all’erta e fare attenzione a non indossare calzini di colore turchese.


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giovedì, 08 ottobre 2009

A Porta a Porta

“SEI PIU’ BELLA CHE INTELLIGENTE”

bindi

SILVIO ABBOZZA UN TENTATIVO CON LA BINDI, MA ROSY RISPONDE PICCHE

FINALMENTE UNA CHE DICE NO AL PREMIER !

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mercoledì, 12 agosto 2009
LA LEGA E IL SUD

nord-sud
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martedì, 16 giugno 2009
IL BERLUSCONIANO
silvio

Le fortune politiche del premier e la grandezza del suo impero, non nascono con la comparsa di Forza Italia nel 1994, ma hanno radici più lontane.

Il berlusconiano ha cominciato la sua gestazione già nel 1978, quando Berlusconi ha rilevato Telemilano, che diventerà Canale 5 e, più tardi, Italia 1 e Rete 4. Non va dimenticato in questo parto la grossa mano di Bettino Craxi che, con decreto legge, legalizzò la situazione di Fininvest, dopo che alcuni pretori avevano oscurato le reti di Berlusconi per violazione della legge che proibiva alle reti private di trasmettere su scala nazionale.

La successiva legge Mammì nel 1990, stabilizzò le situazione  rendendo definitivamente legale la diffusione a livello nazionale di programmi radiotelevisivi privati. E’ con le sue emittenti TV che Silvio ha allevato il suo popolo di elettori. Grazie alle sue capacità imprenditoriali egli è riuscito a costruire un impero dell’informazione, dell’opinione e dell’intrattenimento, che comprende giornali, riviste, aziende di produzione cinematografica e soprattutto le più importanti reti della televisione privata. Come conseguenza, decenni di becera televisione, imitata anche dalla TV pubblica, di erronei modelli proposti quotidianamente, di programmi di “pacchi” e soldi facili, processi infiniti di “porta a porta”, X factor e via così, hanno confezionato il nuovo italiano medio che vota, di conseguenza, svuotato di ogni ideologia.

Da molti anni l’impero del premier esercita la sua influenza sugli italiani modificando la società spettacolarizzando di continuo tutto ciò che è superfluo e appariscente. I suoi valori negativi sono presentati come normalità. Il berlusconiano ha sostituito ai valori tradizionali, antivalori come l’edonismo, il denaro, il potere, la volgarità, l’assenza di ritegno, la brama consumistica e l’opportunismo. E all’italiano che già non brilla per senso civico, non pare vero che il Presidente del Consiglio giudichi corretto non pagare le tasse, che attacchi magistratura e giornali. Al senso civico e al senso di appartenenza a una società di eguali, si sovrappongono atteggiamento mafioso e malgoverno. Vivendo in un contesto simile, anche un individuo dotato di un alto senso civico e morale rischia di comportarsi in modo non cooperativo, non rispettando le leggi, agendo con egoismo. Berlusconi, grazie alla sua potenza mediatica, è sempre al centro dell’attenzione. Anche il suo privato, fatto diventare pubblico ad arte, gli serve per portare la sua persona al livello dei suoi sostenitori, dalla casalinga al manager.

Lui è come ognuno di noi, non ha segreti per nessuno, ognuno di noi può diventare come lui
. Con televisione e stampa al suo servizio, ha costruito l’italiano tipo che non fa alcuna fatica a riconoscerlo come il leader da imitare e che lo rappresenta più di ogni altro. Tutto ciò dimostra come sia possibile che anche moderne società democratiche diventino malate, se permettono che un uomo acquisisca  enorme potere sfruttando le proprie potenzialità mediatiche. Non sarà facile ricostruire il capitale sociale distrutto in questi anni e ci vorranno decenni per riportare il sistema di valori nell’alveo universalmente riconosciuto.

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giovedì, 04 giugno 2009
NO COMMENT
stern
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categoria:satira
giovedì, 28 maggio 2009
marina

LA POLITICA AMORALE

 

Continuando a colpire un solo bersaglio lo puoi distruggere, ma qualche volta puoi fare cilecca. E’ quello che è accaduto al segretario del PD Franceschini nel momento in cui ha affermato “ fareste educare i vostri figli da Berlusconi? “. Una frase così non poteva che scatenare l’ira dei figli legittimi del presidente del Consiglio, che si sono sentiti offesi, infamati oltre ogni limite di decenza, per esprimere il senso della reazione di Marina Berlusconi, ma in sostanza un pesante autogoal del segretario del Partito Democratico, che manifesta l’imbarbarimento della politica quando investe gli affetti familiari nel tentativo di demolire il nemico numero uno. Franceschini era subentrato al dimissionario Veltroni, accusato di essere troppo molle nei confronti del Governo e di Berlusconi in particolare. E così, il delfino romagnolo del troppo accondiscendente Walter, dal primo apparire nella veste di nuovo segretario del PD non ha mancato di manifestare il pugno duro, di alzare la voce, di puntualizzare il suo pensiero, naturalmente apertamente contrario a quello di Berlusconi e del suo Governo. Lo ha fatto sulla carta stampata e soprattutto partecipando a ogni genere di talk show convinto che la sua continua presenza in TV, la sua visibilità, avrebbe contrastato il grande avversario proprio sul suo terreno ideale. Resta da vedere se trasmissioni come Ballarò o Anno Zero, veri e propri show, riescano a convincere gli italiani della grande anomalia del nostro Paese, ostaggio, come riportato dal Financial Times, di “ un uomo molto ricco, molto potente, sempre più spietato…un pericolo in primo luogo per l’Italia e un esempio deleterio per tutti”. La realtà è che le anomalie di gestione della politica e della società denunciate in queste trasmissioni, finiscono per passare in secondo piano rispetto ai litigi, ai gossip, alla presenza scenica dei partecipanti, senza lasciare alcun segno tangibile nella coscienza dello spettatore, non riuscendo a modificare in alcun modo il suo pensiero. In sostanza chi è convinto di una cosa, lo è sempre di più, e chi la pensa diversamente, continua ad essere dello stesso parere. Se gli antagonisti politici sperano di guadagnare voti, solo scopo della loro presenza nell’arena della TV, si mettano l’anima in pace, perchè questo non è il sistema vincente se, chi ha il consenso della maggior parte degli italiani, continua a essere al top del gradimento.

E’ proprio questo che sorprende e preoccupa. Berlusconi e i suoi Governi sono la grande anomalia dei paesi occidentali che gran parte degli  italiani si rifiuta di riconoscere. Non c’è quotidiano o televisione di ogni  paese democratico che non tralasci di mettere in evidenza le contraddizioni della politica italiana. Ma noi preferiamo credere piuttosto alla manipolazione dei media stranieri come se fossero primitivi e ingenui piuttosto che riflettere sul sarcasmo che ci tiriamo appresso quando andiamo in vacanza e ci riconoscono come sudditi di Berlusconi.

Ma forse non ce ne accorgiamo perché la maggior parte dei nostri vacanzieri sceglie il villaggio turistico dove si mangia e si parla italiano e dove il Fiorello o il Silvio animatore non ci fa dimenticare che a noi va bene così.

 

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venerdì, 08 maggio 2009

SULLA METRO POSTO RISERVATO AI MILANESI

PROVOCAZIONE DELLA LEGA

Black & white

Proprio nel momento in cui arriva la dura reazione dell’ONU circa la decisione dell’Italia di ricondurre i migranti in Libia, sponsorizzata dal Ministro leghista Maroni, a Milano, il vicesegretario del Carroccio Matteo Salvini, lancia una provocazione che non mancherà di alienarci altre simpatie da parte dell’opinione pubblica internazionale. L’idea, in realtà della candidata alle provinciali Raffaella Piccinni, è colta al balzo dal consigliere comunale :” L'idea di riservare posti ai milanesi, da qui a qualche anno, potrebbe diventare una realtà. La mia è l'amara considerazione da parte di un utente dei mezzi pubblici. Non c'è ancora una delibera o una proposta di legge, se qualcuno vorrà proporla lo aiuteremo a farlo…..così come una volta c'erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all'immigrazione arriveremo a questo ”. In un altro momento storico, questa affermazione sarebbe passata come una semplice battuta, seppure di cattivo gusto. Ma, quando il Governo e, in particolare la Lega, si battono per denunciare i clandestini malati che si recano in ospedale o i bambini che vorrebbero andare a scuola, la proposta del posto “ Solo Milanesi ”, non può che evocare l’Apatheid e la segregazione razziale. Continuando così non sarà difficile, tra qualche tempo, trovare il cartello, magari più figo , “ Milanesi only “ negli uffici pubblici, sulle panchine dei parchi, negli orinatoi. Certo è che gli amici leghisti dovranno inventarsi un sistema per riconoscere il milanese, perché non è più sufficiente il colore della pelle, dal momento che ormai vi sono milanesi “ abbronzati “ o “ maleodoranti e malvestiti “ come i comunisti (Silvio docet). Né sarà facile individuare le persone per bene che, non mi risulta, abbiano delle caratteristiche particolari. Saranno anche provocazioni, ma idee come quella di Salvini o altri fantasiosi proclami della Lega, non fanno altro che alimentare la xenofobia nel nostro Paese.

“ O i bianchi domineranno, o i neri li sostituiranno…la separazione razziale è nell’interesse di tutti noi “. E’ in questa frase, pronunciata nel 1954 dal primo ministro dell’Unione Sudafricana, Johannes Strijdom, che può vedersi sintetizzata l’ideologia dell’apartheid. Ed è proprio la paura del diverso, dei diseredati, dell’immigrato in genere, il limite culturale della Lega che non riesce ad accettare quella diversità che è alla base della società multietnica.

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categoria:cronaca
sabato, 21 marzo 2009
BERLUSCONI-IL CAUDILLO DEMOCRATICO
silvio

Dopo i tantissimi accostamenti fatti al premier, da Napoleone a Dio, arriva anche quello di Mario Vargas Llosa, che paragona Berlusconi a un caudillo. Democratico però, senza l’autoritarismo di Mussolini, ilare, con un portafoglio pieno di barzellette, a volte istrione e clown, aspetti che, a dire il vero, anche il Duce ebbe a manifestare in più di una occasione. Secondo lo scrittore peruviano, Berlusconi, nonostante possa apparire personaggio superficiale, poco colto, è riuscito a dare ordine e stabilità all’Italia dimostrando un talento politico eccezionale. Silvio non ha certamente invocato uno sponsor di questa caratura per avvalorare le proprie tesi di super io, ma allora perché non scomodare addirittura Friedrich Nietzsche per tessere le lodi del nostro capo del governo? Berlusconi sa bene che è un grande privilegio per gli italiani essere governati da uno come lui. Uno che è destinato a passare alla storia, in questo momento in cui solo il Papa gli è uguale. Da quando è entrato in politica ha guarito gli italiani dal germe del comunismo. Nonostante siano stati commessi contro di lui piccoli e grandi misfatti, usando le procure di mezza Italia, lui ha sempre risposto con un sorriso a trentasei denti. Anche se i comunisti lo odiano, non ha mai risposto con il risentimento o la vendetta, ma con l’abilità del politico di razza e con tutta una serie di leggi per gli italiani : quella della pensione a 65 anni, quella del conflitto di interessi, quella sull’ordinamento giudiziario, quella sul falso in bilancio. Ha aumentato la pensione minima a quelli che non la raggiungevano. E per tutto ciò non capisce perché ce l’abbiano con lui. Non vuole essere preso per quello che non è. Lui in effetti non lo fa mai, proprio perché non vuole trovarsi in contraddizione con sé stesso. Quando qualcuno degli oppositori si lamenta di non capire il suo operato, lui risponde che è naturale, che non è facile comprendere se non ci si eleva a un grado più alto di quello che i suoi detrattori sono in grado di raggiungere. Un giorno il suo nome sarà associato al ricordo di qualcosa di prodigioso. Lui non è un uomo, è dinamite. Non vi è in lui nulla del fondatore di religioni. Non vuole credenti e ha una paura terribile che un giorno lo canonizzino. Non vuole essere un santo, anche se è il primo ad avere scoperto la verità. Lui è il messaggero di buone novelle, come lui non c’è nessuno, conosce compiti di un’altezza per la quale fino ad ora è mancato il concetto. La politica fatta dai politici di professione è trapassata, solo a partire da lui ci sarà in Europa una grande politica. Gli italiani siano fiduciosi, solo con Silvio ci sono ancora speranze.

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categoria:politica